è una banale influenza del cazzo, scriveva prima di morire, Claudio Diana

è quello che pensavano molte persone e molte continuano a farlo. Qualcuno è disorientato, qualcuno non sa più cosa pensare o cosa sperare.

 

Sì, le norme igieniche sono pallose da rispettare, è palloso stare attenti ad un nemico invisibile che potrebbe essere ovunque, più che invisibile e ovunque verrebbe da dire che se non si vede lì sulla superficie del telefono o sul carrello dove qualcuno potrebbe aver starnutito, vuol dire che non c’è. Ma pigrizia a parte, dovremmo sapere tutti che non è così. Siamo tutti in una situazione instabile tra la responsabilità e la fragilità. È così che sembra tutta una storia esagerata, basata su cose che non si vedono, non tangibili. Ma gli scienziati, i comitati come anche quelli etici sanno bene quanto siano concreti i numeri che si ritrovano ogni giorno ad affrontare. I comunicatori parlano con una sorta di imbarazzo, come se non avessero le parole non sapessero come e se comunicarle. È difficile dosare il peso dell’informazione. C’è da aver paura ma non c’è da andare in panico caotico o da ricadere nella sciocca indifferenza che uccide. C’è da stare vicini e c’è da stare lontani. Sembra che il pericolo non ci possa mai toccare finché sta in casa di un altro, ma in casa di un altro in qualche modo ci è arrivato. Paolo Giordano scriveva: “Non c’è ragione evidente per cui non dovrebbe essere così: apparteniamo alla stessa specie e le nostre dinamiche sociali sono identiche, o almeno affini, ovunque. Eppure a gennaio, guardando con sospetto la Cina, avevamo la percezione che nulla del genere potesse accadere in Europa. Non su quella scala, non così, non da noi. Perché no? Per un pregiudizio infondato, il pregiudizio dell’altrove” ( Corriere della Sera, 9 marzo 2020) Poi ci sorprendiamo quando qualcuno ci propone di continuare a vivere normalmente, che tanto il danno del virus non si può evitare, ma solo rallentare, così almeno le attività commerciali avrebbero meno problemi e l’economia si potrebbe salvare, forse un po’ . Persino Johnson in Gran Bretagna aveva avanzato qualcosa di altrettanto immorale: sopravvivrà chi potrà, abituatevi a perdere i vostri cari. Anche qualcuno qui in Italia, sottovoce dice: lasciamo che muoia chi deve, tutti gli altri così riusciranno ad andare avanti senza palla al piede. Modello smentito, smontato, su tutti i fronti. Da quello scientifico a quello etico. Ma sottolineo: da quello scientifico. "I dati sono gravi e stanno accelerando. In Italia il numero di morti si conta in migliaia e aumenta. A meno che non agiamo tutti insieme, con uno sforzo nazionale eroico e collettivo per arginare la diffusione, è probabile che anche il nostro servizio sanitario venga travolto", le parole di Johnson, dopo aver cambiato idea e iniziato a mettere in sicurezza i cittadini. I media cambiano continuamente tono, parole, molti non sanno più chi ascoltare. Già, perché infatti molti, poco istruiti e disorientati, soppesano allo stesso modo il messaggino qualunque e suggestivo su whatsapp con le parole del giornalista, senza sapere dell’esistenza dei siti di debunking e senza saper distinguere una valida fonte scientifica da una fonte qualunque e al giorno d’oggi è semplicemente grave. Noi di Hi Kepler da sempre vi abbiamo detto: NO. Le informazioni scientifiche si reperiscono dai professionisti della comunicazione scientifica, dalle riviste specializzate con un sistema di revisione tra pari, dai divulgatori, dai divulgatori affidabili, quelli con buone recensioni date possibilmente dai colleghi di scienza. Vi abbiamo continuamente fornito, durante quest’emergenza, prima ancora che arrivasse in Italia, parole di scienza comprensibili e fonti affidabili, talvolta grezze e pure, denunciando bufale e persino articoli dei giornali ufficiali (non scientifici, ribadisco) che riportavano informazioni false e che sminuivano pericolosamente la minaccia che stava arrivando. “sono stato un idiota” si sarà detto quest’uomo, prima di morire da solo, diventando uno dei tanti numeri che per noi non hanno faccia né quasi dignità, ammassati nelle tabelle quotidiane. “questo coronavirus mi ha rotto il cazzo”, scriveva su Facebook il 26 febbraio, ore 09:46. “Vivete normalmente Gente e una banale influenza del cazzo”. In effetti qualche quotidiano ha riportato informazioni inesatte per un po’ di tempo fino ad accettare la realtà quando l’emergenza si era già palesata, troppo tardi per bloccarla significativamente. Ma i numeri e la comunità scientifica è sempre stata coerente, giorno dopo giorno, dato dopo dato. Persino in Cina le bugie hanno avuto le gambe corte, perché la scienza non si costruisce sulle parole, ma con rigore assoluto.

Ora ve lo ripeterò: il virus non si trasmette da solo.

Lo so. Lo so bene, ce lo dicono sempre, per qualsiasi questione più grande di noi in cui ci promettono che con la nostra piccola scelta, la nostra presenza che nessuno noterà, la nostra azione piccola da singoli possa fare la differenza. Ce lo hanno detto per l’inquinamento, per il riscaldamento globale, per un’interminabile lista di cose così grandi che ci sembrava impossibile poter cambiare qualcosa a partire da individui così piccoli. Ma questa è la prova visibile, tangibile che questa storia era vera. Questo virus tremendo ci sta insegnando tante cose, per questo possiamo sperare di ritrovarci migliori di prima, una volta usciti dalla crisi. Questa volta, uniti nell’isolamento, ostinati a costruire una grande barriera contro la minaccia, finiremo questa guerra. I disastri economici ci saranno, saranno inevitabili, la guerra è guerra, i sacrifici toccheranno tutti. Ma non ci resta che giocare con piena coscienza di ciò che sta succedendo, e con fiducia verso i professionisti proprio perché essendo tali e uniti ne sanno più di noi. La strategia che ci farà vincere prevede la collaborazione di tutti. Ciascuno ha una missione, chi in prima linea, chi al tavolo con gli strateghi ad aggiornare i piani, chi a far rispettare le regole per il bene di tutti, chi a rispettarle mantenendo la protezione più alta il possibile, sebbene debole e ferito. Perché il virus non è MAI andato in giro da solo. MAI! Ciascuno di noi ha delle responsabilità. Dobbiamo voler bene al prossimo, ricordarci di non tossire addosso alle persone, di proteggere gli altri, paradossalmente questo impedirà al virus di continuare la sua rete di contagi. Rallenterà, non sparirà, lo sappiamo tutti, perché non possiamo stare tutti e sempre in casa davvero. Ma rallenterà, non direi “meglio di niente” tanto per dire, direi che in questo modo la sanità avrà un po’ di respiro per poter continuare a curare tutti nella speranza di non esaurire i posti letto, le tecnologie, i materiali e il personale. Prima o poi arriverà la cura, eviterà le morti (non solo morti per coronavirus, che ci teniamo a ricordarlo, non sono solo vecchi, ma morti per mancanza di professionisti, di letti e di materiale per curarti). Passiamo questa tempesta in casa piuttosto che uscire liberamente per poi contare più morti. Aspettiamo che finisca per riprenderci la nostra vita all'esterno. E se dovessimo riuscire a mantenere più basso il possibile il numero di contagi e conseguenti morti, all’arrivo delle cure avremo vinto la guerra con meno morti di quanti non ne avrebbe fatti senza l’aiuto di tutti, guidati dalle scelte radicali dalla comunità scientifica, del comitato etico. Altrimenti tutti avrebbero ragione di vivere nel panico, perché un conoscente, un caro di chiunque, morirebbe, e la vita stessa di tu che stai leggendo sarebbe certamente minacciata. Proteggiamoci e cambiamo il futuro, evitiamo morti evitabili. Evitiamo di dover avere ripensamenti, pentimenti. Facciamo del nostro meglio assieme, seppure piccoli, seppure fragili, seppure isolati e imperfetti. Se c’è la possibilità di salvare delle vite, forse anche la tua, facciamo il possibile, uniti contro questa grande difficoltà. Ne usciremo vivi e ne usciremo migliorati, avremo terra bruciata da sistemare, la vita andrà avanti e giorno dopo giorno ogni sfida verrà affrontata con saggezza e fermezza.

La strategia di guerra è questa: evitare di dare al nemico corpi con cui diffondersi, evitando quindi che il nemico faccia cadere il sistema sanitario mettendo tutti a rischio costantemente. Mentre il nemico cercherà corpi, noi lo studieremo nei laboratori in cerca di una cura, quando la cura sarà trovata la guerra inizierà a terminare. A quel punto il conteggio dei morti e dei danni sarà inevitabile, ma il peggio sarà evitato.

Vergognatevi voi che organizzate la partita di calcetto, voi che vi ammassate per far feste condominiali, voi che sperate di nascondere le vostre grigliate di gruppo agli occhi delle autorità. Potreste accogliere e trasportare il virus senza nemmeno rendervene conto, non si sa bene se definirvi sciocchi incoscienti o terribili egoisti che vogliono avere ancora la libertà di nuocere.

In Italia la letalità è quasi 70 volte quella dell’influenza (che non è certo un’infezione banale, ma anche se inizialmente può essere simile al coronavirus, non cadete in inganno, non lo è affatto).

Sono gli scienziati a sapere dove si trova la linea che divide i fatti dalle opinioni.

Prima di condividere una notizia verificate che non sia una bufala o non condividetela affatto. Sono gli specialisti quelli che devono parlare.

Alessia Lorenzi, cofondatrice di Hi Kepler. 

 

CONSULTATE LA LISTA DELLE FONTI AFFIDABILI e condividetela con i vostri contatti:

https://www.hikepler.it/scopri/lista-degli-articoli/49-siti-affidabili-per-informarsi-correttamente-sul-coronavirus.html

ATTENZIONE BUFALA: VITAMINA C E LA CURA DEL CORONAVIRUS, per maggiori informazioni:

https://www.hikepler.it/scopri/lista-degli-articoli/51-vitamina-c-contro-il-coronavirus-la-bufala-spiegata-bene.html

 

altre informazioni utili:

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I nostri materiali grafici (alcuni gratuiti) riguardo il coronavirus, ovvero immagini, video, modelli 3D del virus, verranno presto pubblicati online. per informazioni riguardo i materiali consultate www.alessialorenzi.it 

oppure scriveteci una mail a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Aggiornamento del 25/03/2020

Siamo stati aggrediti verbalmente, con violenza inaudita e ingiustificata, da un complottaro.

Non riporteremo le frasi, troppo esagerate. Siccome ha voluto farci passare per dei falsi, psicopatici, incapaci e corrotti che pubblicano vergognosamente fake news per far soldi (ricordiamo che tutto ciò che facciamo lo facciamo gratis da anni, siamo due studenti universitari uniti nella divulgazione!), ecco a voi qualche link per verificare il decesso della persona indicata nell'articolo:

https://m.facebook.com/groups/183523382428570?view=permalink&id=898496197597948&_rdr

https://www.facebook.com/InarrestabiliTV/posts/2907021839358247?hc_location=ufi

https://www.gazzettadiparma.it/necro/2020/03/21/news/claudio_diana-2985205/?fbclid=IwAR1DorMK-1EVmsm08DnVchXW4OMlelqAIbQmRWwp2XIc1s83t237yJXEcGI